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lunedì 12 dicembre 2011

Goldoni. Not Carlo*








39 preservativi e non sentirli.

un grazie sentito alla giornata mondiale per la prevenzione dell'AIDS.
grazie anche a voi, studenti di medicina che li regalavate.






"il sesso è peccato. farlo male"

- roberto freak antoni -

























* it's a joke about the surname of the famous playwright and librettist Carlo Goldoni; Goldoni in italian means condom.

martedì 4 ottobre 2011

happy sad story of a new single



mi torna in mente un brano di Paoli, Paoli Gino. quattro amici al bar.
caspita, eravamo solo in tre, e ne mancava uno. ben rimpiazzato da una miriade di altri volti, sconosciuti e non, chi più e chi meno ilare, chi più e chi meno tirato.

il programma originario era di bere una birra "lasko di qualche lidl", idea scartata. troppo radical chic. e nei lidl la "patonza non gira abbastanza".
abbiamo così deciso di sederci. al Bar per l'appunto. se fossimo stati seduti su un autobus non era la stessa cosa. in questura neppure. anche se non c'era posto e non ci siamo seduti, ma eravamo comunque al bar.


perchè c'è che mi ricorda sempre che "è morta più gente di sete che non di fame".


di fame di f**a si, ne muoiono ogni giorno. e mi auguro per te, amico, che non ti debba mai capitare.

giovedì 8 settembre 2011

Freewheel Love Story












gli anni novanta ci guardano dall'alto. 







quando qualcosa finisce, non si sa mai da dove cominciare a raccontare. e più la storia è stata importante, più si vorrebbe dire tutto contemporaneamente. o non dire nulla.
opterò per entrambe.
Lei è stata la mia prima amante. capricciosa, passionale, leggera e rumorosa. molto rumorosa. 
ci siamo infangati la prima volta che siamo andati nei campi (ci sono persone con i pantaloni ancora sporchi), ha incontrato un blocco di cemento all'inizio della nostra prima estate, pochi minuti ancora mi avrebbero dato la patente rally ad honorem. un vaso gigantesco è comparso facendo retromarcia: irene sostiene che era sempre stato li, secondo me no. il manicotto del serbatoio era bucato e quando prendevi le curve troppo velocemente, nell'abitacolo si spandeva un gradevole odore di carburante; il riscaldamento non ha funzionato tutto un inverno e si è bloccato su "caldo a manetta" tutta la primavera successiva. l'antenna della radio - quale radio? - sbatteva continuamente sul tettuccio apribile, fonte di meraviglia continua per i passeggeri. il tettuccio, non il rumore infernale. frenava quanto bastava per non morire, si spegneva in corsa e finiva la benzina sul più bello (quando accompagni la nonna e la prozia a ritirare la pensione in posta ndr). la spia della riserva rotta, la lancetta del serbatoio bloccata, l'orologio sbagliato, il clacson morto (vedi incontro con blocco di cemento).
fango.
ammaccature.
sassi presi a notevoli velocità.
l'aria da tirare d'inverno.
la chiusura centralizzata-a-volte.
gli alzacristalli elettrici.





tra poche ore sarai un cubo, il tuo cuore scoppiettante smetterà di girare.
avevi 157352km. 







R.I.P.
Peugeot 205 color line
1992 - 2011 









adieu mon amour.

sabato 3 settembre 2011

ilsaggioworld

"alla Musa"


rientro, mio malgrado, rasserenato però dalla sua promessa; stasera la rivedrò. nemmeno le poltrone della prima classe sono poi così comode. non era comoda la dimora che mi ha ospitato stanotte. non lo era stato nemmeno il viaggio di ieri, per raggiungerla. e nemmeno l'angusto spazio sottostante il lavandino lo era, mentre, distesi schiena a terra, finivamo di fissare la rubinetteria del bagno.

poi giunge, tutta in bianco, come si addice alla più ligia delle infermiere (e dei gelatai). per ora infermiera, poi un domani chissà, magari medico magari astronauta.
tuttavia non c'è tempo per i convenevoli, se non vogliamo dormire abbracciati al pavimento (mancando un ponte e una buona dose di topi non lo posso fare, ndr.) dobbiamo finire di montare il letto. Detto e fatto, a mezzanotte abbiamo finito. reti e materasso compresi.
molte viti sono avanzate, alcune mancavano.
Ikea rulez.

decidiamo quindi che si deve uscire a bere qualcosa, dopo la doccia. GELIDA! manca l'acqua calda, così ci liberiamo dalla fatica di una intera, intensa, giornata; tempo di asciugarmi, celere, se non voglio finire in pronto soccorso, e con un bacio LEI mi dice che prima devo aprire i regali. Detto fatto. tanto che è riuscita a lasciarmi senza parole.
E mi chiedo perchè tutti li sanno fare i regali, li sanno scegliere e sanno azzeccarci. Ma io no.

Non usciamo, il letto lego che abbiamo appena composto è meglio di qualsiasi drink. come la compagnia è di gran lunga migliore di qualsiasi buontempone che si possa trovare in giro.
T. R. compreso, e non se ne abbia a male.

Ringrazio.

Parabola ascendente di una giornata iniziata bene e finita meglio-tendente-a-infinito, con speciale dedica alla “Musa”, che in un modo o nell'altro riesce sempre a darmi nuove idee e a farmi bene.